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Wednesday, April 5, 2023

Geometrie del Vivere 1 | Trans/Inter Libri at Fondazione Primoli




La biblioteca della Fondazione Primoli ospita una mostra / installazione di Daniela Bertol, la prima della serie Geometrie del Vivere, presentazione visiva di lavori multimediali e transdisciplinari sul rapporto tra geometria, architettura e corpo. La specificità della biblioteca come luogo dedicato alla comunicazione del pensiero e della cultura ha ispirato non solo l’allestimento ma anche la scelta dei lavori dall’opera dell’artista, anche autore, studiosa e designer, che per diversi decenni ha lavorato con diversi media, congiungendo video e digitale con earth-art e a diverse scale d’intervento, dai gioielli al paesaggio.

È la geometria il comune denominatore di tematiche e mezzi espressivi: l’universo geometrico con la sua influenza nella vita umana e nel mondo della natura. La definizione in termini geometrici del tempo e dello spazio sono costanti nella teoria e pratica artistica di Daniela Bertol, che ha radici nei rapporti tra scienza, architettura, arte e filosofia—creando una transdisciplinarità emergente dall’uso di diversi media che tessono le diverse tematiche e linguaggi artistici. Seguendo un approccio olistico e meta-disciplinare, tipico della trattatistica, metodologie e media sono sviluppati in un rapporto di sinergia tra produzione e sapere, in cui i linguaggi artistici diventano anch’essi una metodologia progettuale.

L’installazione multimediale include videoproiezioni e stampe digitali, selezionate dall’archivio dei lavori degli ultimi vent’anni, ed è stata progettata dall’artista in specificità con lo spazio architettonico della biblioteca: le scaffalature si trasformano in telai/cornici che accolgono tessuti trasparenti supporto per stampe e proiezioni. Sono interventi effimeri da un punto di vista di materiali e costruzioni ma visivamente prominenti, metafora dell’integrazione tra scrittura e linguaggi dell’arte. Fotografia e video sono componenti di processi di produzione artistica, integrati con tecniche digitali per creare rigorosi diagrammi e mappe, strumenti di ricerca e metodologie.

Il concetto di un universo matematico si innesta nella filosofia greca, che sin da Platone e Pitagora, dichiarava che “Tutto è numero”. La ricerca su fondazioni matematiche della cosmologia continua nel pensiero occidentale: Galileo affermava che l’universo “è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche”. Ipotesi su un universo matematico continua nelle teorie cosmologiche contemporanee. Nei lavori di Bertol la geometria è uno strumento di interpretazione della realtà ma anche di definizione di prassi progettuali. Algoritmi e metodologie computazionali sono utilizzate per generare forme la cui definizione numerica e geometrica definisce l’aspetto visivo.

Geometrie del Vivere 1 si articola in tre tematiche, presentate in diversi spazi della Biblioteca. Il primo tema è Geometria e Movimento: Finding the Axis Mundi, che esplora la ricerca del rapporto tra corpo umano e spazio geometrico: le stampe e video proiezioni sono state selezionate da materiale di ricerca iniziata nel dottorato Form Mind Body Space Time – the Geometry of Human Movement. La ricerca continua con Healing Geometries—una serie di pratiche di movimento in relazione a forme geometriche tridimensionali, quali l’icosaedro, e bidimensionali, che includono cosmogrammi e geometrie sacre quali il mandala.

Geometria, Astronomia e Paesaggio: S.U.N.F.A.R.M. è il secondo tema. La geometria dell’astronomia viene esplorata nel lavoro di Land Art S.U.N.F.A.R.M., un paesaggio fenomenologico in-fieri, la cui progettazione e realizzazione iniziò nel 1999 nella Hudson Valley (New York, USA). Gli interventi di paesistica hanno la finalità di creare consapevolezza del tempo e dello spazio, nella percezione del cielo la cui luce si trasforma al trascorrere di ogni istante, creando immagini del trascorrere dei cicli del tempo. S.U.N.F.A.R.M. si colloca nella Land Art, ma anche nella tradizione della rappresentazione del paesaggio nel mondo contemporaneo. GPS, mappe, diagrammi, fotografie da satelliti, modelli digitali sono una componente fondamentale della progettazione e realizzazione. Il materiale esposto alla Fondazione Primoli include videoproiezioni di Frames of Sky from Earth: Sun Farm e stampe da composizioni digitali di foto, mappe e diagrammi, selezionate dalle migliaia di immagini nell’archivio del progetto.
Nel 1917 D’Arcy Thompson pubblicò On Growth and Form (Cambridge University Press) con la celebre frase “Form is a diagram of forces” che ha ispirato diversi lavori di design e video per Geometria e Natura: La Forma è Diagramma di Forze. Questa sezione presenta studi su forme nel mondo naturale realizzate con algoritmi basati su parametri. Ogni forma presentata nelle stampe e video è la visualizzazione di un processo numerico, descritto nel libro Form Geometry Structure: from Nature to Design (Bentley Institute Press 2011). La video proiezione include la visualizzazione di tali processi per forme matematiche quali spirali e solidi platonici.

Il catalogo Geometrie del Vivere 1: Inter/Trans Libri accompagnerà la mostra.


Dal 14/04/2023 al 09/05/2023
Vernissage14/04/2023 ore 17
Fondazione Primoli, Via G. Zanardelli, 1

Lunedì, Mercoledì, Venerdì: 9.30-13.30
Martedì, Giovedì: 9.30-13.30 / 14-17

Daniela Bertol è un’artista interdisciplinare, designer e autrice che da più di tre decenni esplora le convergenze tra arte, scienza, matematica e tecnologia. Nel 1991 ha fondato Space Ink. una pratica multidisciplinare con produzione, sia nel mondo analogico che in quello digitale: architettura, land e performance art, computing design e video. Ha pubblicato numerosi saggi e libri, tra cui Form Geometry Structure: from Nature to Design (Bentley Institute Press, 2011) e Designing Digital Space (John Wiley, 1996), il primo libro sulla realtà virtuale in architettura. Il tema trattato nelle prime opere è il rapporto tra spazio e percezione, che ha ispirato le tre serie Architecture of Geometries, Architecture of Images e Architecture of Illusion (1985-1995) realizzate con digital collage, trompe-l’œil, false prospettive e videoinstallazioni. Negli ultimi dieci anni si è dedicata a tematiche di natura fenomenologica, sul rapporto tra movimento umano, spazio, mondo digitale e geometria, orientandosi verso le neuroscienze realizzate con il progetto Healing Geometries che prosegue la ricerca iniziata con il dottorato Form Mind Body Space Time – the Geometry of Human Movement. Nel 2002 ha fondato Sky Spirals Institute, un centro per studi e pratiche su teorie matematiche e cosmologiche realizzate in luoghi e progetti di earth-art, continuando il sito di S.U.N.F.A.R.M., iniziato nel 2001 nella Hudson Valley (Claverack, New York, USA). 

Wednesday, February 28, 2018

exhibition | "Daniela Bertol: Archetipi e Armonie", Unicorno Roma




Daniela Bertol. Archetipi e armonie



A cura di Silvia Bordini e Diletta Borromeo



Unicorno, Roma

1-23 marzo 2018



Frutto di una visione globale del design come procedimento mentale che abbraccia diverse discipline, concetti e teorie, le opere di Daniela Bertol appartengono a un’idea di creazione che instaura una profonda connessione tra natura, filosofia e tecnologia avanzata, e che si spinge a stimolare una particolare sensibilità nella percezione del quotidiano.

La ricerca prende il via nell’ambito dell’architettura contemporanea e si sviluppa accogliendo alcuni principi delle teorie e delle pratiche orientali. Fondamentale, nell’elaborazione di oggetti quali la serie Wearable Art o nelle installazioni ambientali abitate da strutture, è il riferimento alle forme geometriche presenti in natura - spirali, esagoni, eliche - nella loro relazione matematica con il corpo umano e l’ambiente circostante, intese come sistemi in perenne evoluzione. Non a caso l’intero progetto del lavoro di Bertol prende il nome di Worldmaking o Making Worlds: Form Becomes Matter, ovvero “creare mondi ove la forma si tramuti in sostanza”, scegliendo un termine, matter, traducibile anche come “materia vivente”.

Da un lato l’artista osserva le variazioni e le dimensioni infinite della ripetitività dei frattali, dall’altro si concentra sulle geometrie affascinanti dell’astronomia, assumendo l’interazione mentale di questi mondi per trasformarli in segni e oggetti: sottili filamenti e grovigli armoniosi che sembrano plasmati da una materia in divenire. “La geometria – scrive – non è solo un’invenzione della mente umana, che può essere utilizzata per misurare e comprendere il mondo fisico. La natura stessa presenta composizioni geometriche nella maggior parte delle forme che si trovano in fisica e in biologia”. Forme che assumono il senso di archetipi, configurazioni primordiali di modelli che possono andare a coincidere sia con gli spazi di solidi dal sapore rinascimentale – l’icosaedro accoglie l’uomo di Vitruvio – sia con la leggerezza e la grazia di gioielli e oggetti, semplicissimi seppur complessi. Bertol fa uso di strumenti solitamente non associati fra loro, ad esempio il design e la creazione di video, entrambi incentrati sulla natura attraverso la concezione di una “bio-arte” e lo studio del corpo in movimento, anch’esso vivo nella dimensione del luogo in cui dimora, al pari delle strutture collocate in contesti architettonici o nel paesaggio.

Dall’invenzione alla produzione, caratteristica comune a tutti i modelli di design digitale è l’intento di dare forma a un’espressione di funzione. Nelle strutture, negli oggetti e nella Wearable Art - forme leggere da indossare, i gioielli - vengono esplorate le potenzialità di alcune forme biologiche e archetipi geometrici. A volte, la ricerca è focalizzata su sistemi complessi che possono abbracciare lo spazio proiettando patterns di luce/ombra. É la messa in opera del Worldmaking, l’idea di un mondo in cui il medium del design si può applicare “dall’orecchino alla galassia”, a partire dall’infinitesimale e fino a una progettazione complessiva dell’ambiente, secondo il principio che muove la sfera d’azione dell’architetto invitandolo a prestare maggiore considerazione ai fattori umani e antropologici, nel progresso della pratica architettonica.

Diletta Borromeo
See also:
Event profile in Artribune  Exibart Arshake 
Listing in LaRepublica "Il Trovaroma" March 1 2018



Monday, February 1, 2016

Exhibitions | Daniela Bertol "Being, Vitruvian" at ADPML Gallery


Being, Vitruvian, curated by Marita Batna and Michael Morgan, is the first of two exhibitions encompassing the visual narrative of Daniela Bertol’s creative research Form Mind Body Space Time, where practices of "making" intersect practices of “moving”. “Making movement” is inspired by geometric configurations which are also archetypical shapes and symbols in several cultures and are deeply embedded in the human psyche.
The title expresses the search for harmony in geometry present in Vitruvius where the proportions of architectural space are also related to the human body (15 BC). Vitruvius’ theory on proportions is one of the most famous Western examples of explorations on the harmony of the human body in relation to geometry. Leonardo da Vinci illustrated this theory in his iconic drawing Vitruvian Man (c. 1490) which maps the human figure to regular geometric shapes. Rudolf Laban (1879-1958) initiated his theories on human movement from these ancient explorations expanding the harmony of the human body to the harmony of movement and extending the two-dimensional symmetry in the plane to the three-dimensional symmetry of the Platonic solids.
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 Being, Vitruvian departs from such historical precedents using the classical iconography from these timeless theories in a contemporary digital framework. The symmetry of the five Platonic solids is explored with computational models and 3D printing in a dialogue between the digital virtual world and its physical counterpart. The Platonic solids become a ‘movement infrastructure’ used by Bertol in her psychosomatic practices: movement sequences are inscribed into the solids whose geometric properties are used not only as framework but also as source of inspiration. The morphology of human movement and the manmade Platonic solids inscribing movements are unified by geometry.
The form of movements also aims to express the Vitruvian qualities of firmitas, utilitas, venustas: the geometric body defines not only the aesthetic intention behind each movement but also provides strength and balance. Movement is an existential statement of a human subject’s presence in space. Geometry facilitates the encounter between morphology and phenomenology, transforming the Cartesian statement “Cogito ergo sum” (I think therefore I am) into “I move therefore I am”. The awareness of movement is realized in a geometric framework, where the human body expands into the surrounding space defined by symmetry based properties.
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The multiple media presented in the  Being, Vitruvian exhibition are also the methods utlized in the research Form Mind Body Space Time: drawings, digital models and 3D printing seemingly merge with performative actions recorded with video and photography. Digital post-production emphasizes the geometry of the movement sequences in a dialog between an imaginary virtual world superimposed to video recording of physical movements performed by Bertol during her daily practice. The exhibition is also a statement of how art is a means of scientific exploration in both video and built fabrications; the quantitative aspects of movement sequences are analysed through the qualitative filter of abstracted video visualizations and digital drawings.

The photographs below are installation views as well as virtual tour/walkthrough of the exhibition. The work is displayed in four interpenetrating rooms, which, similarly to the research content, can be categorised but also seaminglessly flow one into another to represent how multi-disciplinary content can become meta-disciplinary as the 'whole is greater than the sum of its parts'.
The atrium, site of the 'movement infrastructure', is room 0, the beginning of the loop.

Room 1: Title and Research Aims

 
Room 2: The Whole Is Greater Than The Sum of Its Parts
Menger Carpet,Thoughts, Aphorisms, Quote

Room 2-3: Parametric Geometry (digital models)

 
Room 3: Geometry of the Human Body
Room 4: Making and Visualising
in the dialog between physical and digital, reality and its representation

Room 0 (Atrium): 'Movement Infrastructure'