Thursday, May 3, 2018

Yoga & Mathematics | Claude Bragdon

From "Four Dimensional Vistas"

About two years ago I encountered the unusual work of Claude Fayette Bragdon (1866-1946). The American architect/polymath was involved with organic architecture in the tradition of Frank Lloyd Wright and Louis Sullivan but his work went beyond architecture, enmeshed with mathematics, spirituality and Eastern traditions. He was very interested in the hypercube and higher dimensional space which were incorporated in the ornaments of his architectural designs.
    Bragdon created a vocabulary of patterns based on geometry and nature, discussed in his book Projective Ornament (1915). In contemporary terms "projective ornament" can be defined as an algorithmic parametric design.
    The topics of Bragdon's books are quite diverse, ranging from architecture to mathematics and yoga. Beside Projective Ornament he authored and published The Beautiful Necessity (1910), Architecture and Democracy (1918), The Frozen Fountain (1932),  c (1930), An Introduction to Yoga (1933)
   I was fascinated by his studies and illustrations of four-dimensional geometry and the Platonic solids, which were depicted also as ornaments. But perhaps the most intriguing image as related to my own research is the illustration above, from the front matter of Four Dimensional Vistas: a Buddha inspired figure in the lotus pose inscribe in a dodecahedron.

From "Projective Ornament"

Wednesday, February 28, 2018

exhibition | "Daniela Bertol: Archetipi e Armonie", Unicorno Roma




Daniela Bertol. Archetipi e armonie



A cura di Silvia Bordini e Diletta Borromeo



Unicorno, Roma

1-23 marzo 2018



Frutto di una visione globale del design come procedimento mentale che abbraccia diverse discipline, concetti e teorie, le opere di Daniela Bertol appartengono a un’idea di creazione che instaura una profonda connessione tra natura, filosofia e tecnologia avanzata, e che si spinge a stimolare una particolare sensibilità nella percezione del quotidiano.

La ricerca prende il via nell’ambito dell’architettura contemporanea e si sviluppa accogliendo alcuni principi delle teorie e delle pratiche orientali. Fondamentale, nell’elaborazione di oggetti quali la serie Wearable Art o nelle installazioni ambientali abitate da strutture, è il riferimento alle forme geometriche presenti in natura - spirali, esagoni, eliche - nella loro relazione matematica con il corpo umano e l’ambiente circostante, intese come sistemi in perenne evoluzione. Non a caso l’intero progetto del lavoro di Bertol prende il nome di Worldmaking o Making Worlds: Form Becomes Matter, ovvero “creare mondi ove la forma si tramuti in sostanza”, scegliendo un termine, matter, traducibile anche come “materia vivente”.

Da un lato l’artista osserva le variazioni e le dimensioni infinite della ripetitività dei frattali, dall’altro si concentra sulle geometrie affascinanti dell’astronomia, assumendo l’interazione mentale di questi mondi per trasformarli in segni e oggetti: sottili filamenti e grovigli armoniosi che sembrano plasmati da una materia in divenire. “La geometria – scrive – non è solo un’invenzione della mente umana, che può essere utilizzata per misurare e comprendere il mondo fisico. La natura stessa presenta composizioni geometriche nella maggior parte delle forme che si trovano in fisica e in biologia”. Forme che assumono il senso di archetipi, configurazioni primordiali di modelli che possono andare a coincidere sia con gli spazi di solidi dal sapore rinascimentale – l’icosaedro accoglie l’uomo di Vitruvio – sia con la leggerezza e la grazia di gioielli e oggetti, semplicissimi seppur complessi. Bertol fa uso di strumenti solitamente non associati fra loro, ad esempio il design e la creazione di video, entrambi incentrati sulla natura attraverso la concezione di una “bio-arte” e lo studio del corpo in movimento, anch’esso vivo nella dimensione del luogo in cui dimora, al pari delle strutture collocate in contesti architettonici o nel paesaggio.

Dall’invenzione alla produzione, caratteristica comune a tutti i modelli di design digitale è l’intento di dare forma a un’espressione di funzione. Nelle strutture, negli oggetti e nella Wearable Art - forme leggere da indossare, i gioielli - vengono esplorate le potenzialità di alcune forme biologiche e archetipi geometrici. A volte, la ricerca è focalizzata su sistemi complessi che possono abbracciare lo spazio proiettando patterns di luce/ombra. É la messa in opera del Worldmaking, l’idea di un mondo in cui il medium del design si può applicare “dall’orecchino alla galassia”, a partire dall’infinitesimale e fino a una progettazione complessiva dell’ambiente, secondo il principio che muove la sfera d’azione dell’architetto invitandolo a prestare maggiore considerazione ai fattori umani e antropologici, nel progresso della pratica architettonica.

Diletta Borromeo
See also:
Event profile in Artribune  Exibart Arshake 
Listing in LaRepublica "Il Trovaroma" March 1 2018



Monday, February 26, 2018

Monday, January 29, 2018

camminando | Cartagena de Indias, day 2: Parque Nacional Natural Corales del Rosario Getsemani

The second brings some unexpected excitement, with the rough boat tour to Parque Nacional Natural Corales del Rosario.


Isla de Tierra Bomba: Bocachica
Isla de Tierra Bomba: Fuerte de San Fernando

Isla Barú: Playa Blanca
Parque Nacional Natural Corales del Rosario
Oil Refinery on the return to Cartagena

Getsemani and its Street Art
Strolling in Getsemani at night